Come nasce e si sviluppa il Geo Parco delle Colline metallifere

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L’attività mineraria e la lavorazione dei metalli sono settori che accompagnano l’uomo a partire dall’antichità.

In Maremma, nella zona delle cosiddette Colline Metallifere, sono state rilevate diverse tracce di questi processi, come resti di antichi pozzi minerari e di scorie metallurgiche.

L’area in questione comprende ben sette comuni della Provincia di Grosseto (FollonicaGavorranoMassa MarittimaMontieriMonterotondo MarittimoRoccastrada e Scarlino) che hanno deciso di lavorare insieme per il recupero e la valorizzazione con fini culturali e turistici dei compendi ex minerari.

Il percorso di collaborazione tra i comuni è iniziato nel 1993 ed ha portato, nel 2002, alla creazione del Parco Nazionale delle Colline Metallifere.

Dal 1°ottobre 2010 il Parco Nazionale delle Colline Metallifere è entrato ufficialmente nella rete dei geoparchi Unesco, qualificandosi con il nome di Tuscan Mining Geopark.

Il Parco, a partire dalla sua nascita, si è posto l’obiettivo di proteggere, tutelare e valorizzare il patrimonio geominerario delle Colline Metallifere.

I reperti e le antiche strutture riportate alla luce, infatti, rappresentano alcuni caratteri tipici della storia del territorio maremmano che ha subito mutamenti radicali determinati dal continuo interesse per lo sfruttamento delle ricchezze del sottosuolo e dall’evoluzione delle tecniche estrattive e di lavorazione metallurgica.

Ad oggi, il Tuscan mining Geopark comprende diversi musei e aree naturalistiche come: il Museo MAGMA di Follonica, le roste di Boccheggiano, i canaloni del Farma, il Museo della Miniera di Gavorrano e le Biancane di Monterotondo Marittimo.

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