Crowdfunding, come si fa.

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Da quattro anni in Italia se ne parla tanto ma i risultati sono ancora scarsi, come mai?

Si spendono fiumi di inchiostro sulla carta stampata cosi come dibattiti in rete a cercare di capire come fare funding mentre pochissimo si parla di crowd. Il “crowd”, la folla. Sono le persone i protagonisti di questo strumento, tanto nuovo nella nomenclatura quanto antichissimo nelle modalità di funzionamento.

Le leggi che regolano il funzionamento delle comunità, le modalità con le quali avviene uno “scambio”, l’essere contributori piuttosto che donatori, questi sono gli elementi sostanziali sui quali discuteremo.

In Italia cerchiamo “soldi” e per questo il tasso di mortalità delle campagne è elevatissimo, si realizzano solo 2 progetti su 10. I progetti di respiro internazionale invece aggregano comunità su un tema specifico. Con questo focus la media di realizzazione sulle piattaforme internazionali viaggia dal 40 al 60%.

E’ un tema di digital divide? No.

Oltre la metà del fatturato mondiale del crowdfunding è fatta dal social lending. In Italia rispettiamo e sovraperformiamo questo parametro. Cio’ significa che gli italiani sono maturi per lo strumento, i progettisti meno.

Da oltre 4 anni mi occupo di training sul crowdfunding e tra i partecipanti ai corsi la percentuale di realizzazione dei progetti è in linea con la fascia alta mondiale. 6 progetti su 10 vanno a goal dopo aver seguito i corsi.

Il crowdfunding è una colletta? Non lo so ma ci assomiglia molto.

Ci vediamo a Gavorrano per parlarne un po’!

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