Gli eventi culturali: un investimento a medio lungo termine

La “Notte della Taranta” è il più importante evento della musica folk a livello europeo. Attira quasi 200.000 persone ogni anno a Malpignano, un paesino di 2.000 anime nel Salento, durante il Concertone finale, e più di 300.000 durante le due settimane del Festival, nell’isola culturale chiamata “Grecìa salentina”.

Il ritorno economico e di immagine di questo evento è ormai una storia conosciuta non solo tra gli addetti al settore, visto che ne hanno scritto anche giornali a larga diffusione. Meno noto è il fatto che eventi di questo tipo generano legami molto forti tra i partecipanti e tra questi e il territorio che li ospita.

Questi legami (gli esperti parlano di capitale sociale) innescano processi che generano risultati economici nel medio-lungo termine. Ad esempio, molti residenti partecipano volontariamente alla realizzazione dell’evento e alla collaborazione ad ulteriori progetti di sviluppo del territorio. Luoghi prima abbandonati diventano attrazioni turistiche e soggetti privilegiati per Instangram.

Un gruppo di ricercatori ha studiato da vicino questo fenomeno per 11 anni consecutivi, dal 2007 al 2017. I risultati dello studio sono sorprendenti. A raccontarceli ci sarà il coordinatore dello studio: Giuseppe Attanasi. Giuseppe, Ph.D. in economia alla Bocconi, è attualmente professore ordinario di economia a Lille (Francia). Giuseppe è stato il primo ricercatore ad indagare il fenomeno della Notte della Taranta dal punto di vista del suo impatto economico. Un evento che conosce bene visto che con il suo gruppo ha suonato nei concerti minori del Festival in 8 delle ultime 12 edizioni: la sua voce e la sua chitarra hanno contribuito e contribuiscono a diffondere la “pizzica salentina” nel mondo.

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