A #JMO18 si parlerà di Destination Management

Molti imprenditori turistici quando sentono parlare del destination management annusano puzza di bruciato o meglio di aria fritta. Mettiamo per un momento da parte queste due parole inglesi e utilizziamo un italiano molto semplice e stringato. Se parliamo di infrastrutture turistiche, a molte persone vengono subito in mente strade, aeroporti, fiere, stazioni, ferrovie, centri congressi. Altri aggiungono alla lista le piazze di città, i musei, i parchi tematici, i porti. Insomma, la maggior parte di noi associa le infrastrutture turistiche a cose molto materiali che si possono toccare con mano.

Però se ci fate caso, il nostro settore oggi si regge molto su cose che non tocchiamo. Avete mai toccato un film? Oggi non ci sono neanche le pellicole. Eppure, molti di essi hanno determinato e continuano a determinare la storia turistica di molte destinazioni. Ci sono addirittura tour operator specializzati in viaggi e tour sulle location dove vengono girati i film. Quanto ha contato e quanto conta il Salone del Mobile per l’immagine per Milano? Quanta gente porta il Salone e quanto fatturato alberghiero si fa sul Salone? E le infrastrutture digitali, i software che gestiscono i vostri sistemi di prenotazione li avete mai toccati? Anche il JMO è, se volete, un’infrastruttura. E’ un appuntamento dove incontrerete altri operatori e altre esperienze che in qualche modo si tradurranno in maggiori ricavi e minori costi per la vostra azienda.

Destination management è occuparsi di tutte le cose, visibili e invisibili, che servono alla crescita delle imprese turistiche. Il destination management è infrastrutture materiali, come infrastrutture immateriali. Si tratta di beni e servizi che non possono essere prodotti direttamente dalle singole aziende ma hanno bisogno di uno sforzo collettivo. E sono anche beni e servizi particolari. Non sempre è facile misurarne il valore. Ad esempio, fino a che punto è opportuno sostenere un evento culturale o ospitare una gara sportiva? Come si fa ad attrarre una grande produzione cinematografica che sarà il prossimo successo su Netflix? Come si fa a cambiare l’immagine e la reputazione di una destinazione? Le infrastrutture che non si vedono sono realizzate dal caso o come accade per quelle materiali c’è bisogno di progettazione, spinta e un notevole investimento?

Non è per niente facile rispondere a queste domande, ma per l’edizione 2018 del JMO abbiamo invitato esperti e protagonisti di progetti concreti che ogni giorno lavorano per dare una risposta.

Antonio Pezzano | Comitato scientifico #JMO18

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