Buiometria partecipativa

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Nel luglio 2007 scendevo dalla scaletta di un aereo allo scalo O’Hare di Chicago, Illinois, assieme a un gruppo di venti giocatori di un gioco antico proveniente dalle colline metallifere, la palla a 21 (o palla eh!). Non eravamo in gita: si trattava di una missione di marketing territoriale e di promozione del gioco, nell’ambito della rassegna “The Art of Play” organizzata dall’assessorato alla cultura della metropoli statunitense.

La cosa era partita da una mia idea del dicembre 2006, condivisa con le persone di sei paeselli – Torniella, Piloni, Scalvaia, Ciciano, Tirli e Vetulonia – in cui il gioco è praticato, e sviluppata in cinque mesi da un gruppo di lavoro la cui base era data da da un ingegnere ambientale, un elettricista della Lucchini in pensione, un geometra venticinquenne, un muratore e uno zio che non passava di lì per caso (ma nessuno con precedente esperienza di organizzazione eventi internazionali).

Questo progetto, finanziato in prevalenza tramite briscolate nei paesi e altre iniziative di crowdfunding rurale, ha rappresentato uno spartiacque: dal 1993 avevo fatto lavori come “ingegnere civile per la difesa del suolo e la pianificazione territoriale” (così lo Stato Italiano ha chiamato il mio titolo di studio, poi ribattezzato in “ingegneria per l’ambiente e il territorio”).

Dal 2005, anno in cui ho iniziato a trasformare in progetti alcue mie idee, sono nate varie iniziative che facevo fatica a collegare al mio percorso di studi e professione fino a che non ho pensato che l’aggettivo “civile” può essere inteso con due accezioni: civile “tipo edilizia” e civile “tipo: una persona civile”.

Negli anni il gruppo di lavoro ha aggregato altri elementi e altri ne sono usciti, ma nel complesso la situazione, centrata sulla Val di Farma (a metà strada tra Siena e Grosseto), ma con ricadute sul territorio nazionale e con raccordi internazionali, va consolidandosi, integrando cultura, ambiente e innovazione libera in un’ottica di sviluppo locale. L’intervento al JMO verterà sul principale di questi progetti: la BuioMetria Partecipativa, progetto di monitoraggio partecipato della qualità del cielo notturno, nato appunto con l’intento di valorizzare l’entroterra maremmano, che è oggi una delle tre zone di pregio in Italia da questo punto di vista.

aAndrea Giacomelli, noto pibinko
Ingegnere Civile per la difesa del suolo e la pianificazione territoriale (1993) e Dottore di Ricerca in Idrologia (1997) al Politecnico di Milano.
Ha un’esperienza di oltre venti anni nel campo dei sistemi informativi territoriali e della gestione dati ambientali, con progetti di ricerca, progettazione e consulenza in un contesto internazionale.
In parallelo alle attività da ingegnere e ricercatore, dal 2007 ha avviato una propria linea di iniziative nel campo della comunicazione, della promozione e della sensibilizzazione, orientate prevalentemente a risorse minori o poco note negli ambiti di cultura, ambiente e innovazione libera.
Molte delle attività che sviluppa hanno una forte componente partecipativa e di innovazione sociale, e ha ricevuto premi e visibilità nazionale per i progetti principali da lui ideati. Di base vive nelle colline metallifere grossetane, operando sia a livello locale che con reti internazionali, occasionalmente raccordando queste due dimensioni, e sempre con una colonna sonora.
sito web: http://www.pibinko.org

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